Risotto all’Uva Bianca

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Quando piove, come oggi, mi coccolo con un buon pranzetto caldo, e, complici alcune ricette saltate fuori da quaderni vissuti, mi lascio ispirare dalla frutta di stagione. Sissignore, dalla frutta. Uva, melagrana, pere, mele e compagnia sanno essere molto duttili e versatili in cucina. E i risultati sono sorprendenti.

Il risotto all’uva bianca è una ricetta ricopiata a mano su un foglio di carta strappato da chissà dove, uno di quelli senza righe o quadretti (e infatti la mia grafia è bella stortignaccola) raccattati strada facendo. La prima impressione che ho avuto leggendo gli ingredienti, è stata una smaccata perplessità. Uva + riso = dolcezza immangiabile. Ma poi, qualcosa è scattato dentro di me, ho sentito un certo languorino e mi sono detta, «Perché no?».

INGREDIENTI
(per 4 persone; preparazione: 15 minuti; cottura: 20 minuti; difficoltà: media)

  • 500 g di uva bianca
  • 1 l di brodo vegetale
  • 1 scalogno
  • 300 g di riso (originario, Roma, Carnaroli)
  • un bicchierino di vino bianco secco
  • olio e.v.o.
  • sale qb

 

Preparo il brodo vegetale con uno scalogno, un porro ed una costa di sedano, e uso il frullatore ad immersione per avere una consistenza maggiore. In caso contrario, sciolgo un  paio di cucchiaini di dado granulare vegetale senza glutammato monosodico in un litro di acqua bollente.
Intanto, affetto lo scalogno al velo e lo metto a dorare all’interno di una padella assieme ad una manciata di sale.
Aggiungo il riso, sciacquato, e lo lascio tostare per qualche minuto.
Verso il bicchierino di vino bianco e lascio evaporare rimestando con un cucchiaio di legno.

Porto a cottura aggiungendo alcuni mestoli di brodo vegetale.

Divido a metà gli acini d’uva, togliendo i semi, e ne lascio da parte un paio per piatto. Aggiungo il resto dei chicchi al risotto quando manca una decina di minuti alla fine della cottura, e mescolo, tenendo il risotto leggermente all’onda.

Spengo, copro con un coperchio e lascio riposare un paio di minuti. A fuoco spento, verso il formaggio grattugiato, mescolo per mantecare il risotto, aggiungo un paio di chicchi come guarnizione e servo in tavola ben caldo.

Nota Bene:

Ho scelto di usare l’olio e.v.o. per dare una maggiore leggerezza al piatto.
L’uva bianca tende ad essere molto dolce, e per questo motivo è indispensabile che il vino bianco sia secco. Puoi scegliere anche dell’uva rossa – declinando correttamente il vino – oppure fare un mix delle due (in questo caso, meglio il vino bianco).
Io aggiungo una manciata di sale mentre rosolo lo scalogno per non farlo bruciare, ma ricordati che puoi correggere la sapidità a fine cottura, magari scegliendo del pecorino, al posto del parmigiano o del grana.

Chi segue una dieta vegana può sostituire il formaggio grattugiato con un cucchiaio o due di chicca vegetale (o altro vegan-formaggio cremoso), ricordandosi di mantecare il risotto sempre e comunque lontano dal fuoco.

 

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