Fagioli all’uccelletto

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Sono stata assente dal blog per molto tempo.
Purtroppo, il 2016 è stato un anno difficile, e il 2017 ha ben pensato di recidere alcuni rami con un taglio netto e deciso. In un mese e mezzo ho perso mio nonno, mia zia e il mio gattino di sei anni per un tumore al pancreas.
Ho passato due settimane in stasi. Stanca. Sconfitta. E stanca di essere stanca.
La spossatezza è propria del lutto. Ma quando senti che qualcosa, dentro di te, spinge per farti alzare le chiappe, le cose sono due: o segui quell’impulso, e ricominci a vivere, passo passo, un pezzetto alla volta; oppure, giri la testa dall’altra parte e ti lasci sprofondare, ché è la soluzione più semplice, ma anche la più deleteria in assoluto.
Io ho deciso di tornare a vivere. Piano piano, un passettino alla volta.
Magari non tornerò a correre in uno schiocco di dita, ma se mai mi schiodo dalla mia immobilità, mai avanzerò, giusto?

I fagioli all’uccelletto sono un piatto tipico della cucina toscana, facilissimi da preparare e buonissimi da gustare sia caldi, nelle sere tempestose, accompagnandoli con un buon bicchiere di vino rosso e una dose abbondante di pane casareccio (la scarpetta è condizione necessaria alla degustazione degli stessi); sia tiepidi, perfetti per le prime cene sul terrazzo cogli amici.
Il nome deriverebbe dalle erbe aromatiche usate per condire questo piatto, o, forse, per il fatto che in passato i ceti sociali più umili trovavano nei legumi quella fonte di proteine che i signorotti, invece, ottenevano dalla cacciagione.
Quale che sia l’origine del loro nome, i fagioli all’uccelletto sono un secondo piatto semplice, perfetto per un pranzo rustico o una cena con gli amici. O per accompagnare una porzione di polenta riposata.

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NGREDIENTI
(per 4 persone; preparazione: 10 minuti; cottura: 30 minuti; difficoltà: semplice)

500 gr di borlotti cotti al vapore
200 gr di polpa di pomodoro
2 spicchi d’aglio
olio e.v.o.
rosmarino qb
salvia qb
santoreggia qb
sale qb
pepe nero (macinato al momento) qb

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Scolo i fagioli, li passo sotto l’acqua fredda per togliere l’aroma dell’acqua di conserva.
In una padella scaldo un po’ di olio e.v.o. e faccio imbiondire gli spicchi d’aglio a fuoco dolcissimo.
Strappo le foglie di salvia colle dita e le lascio insaporire nell’olio.
Verso la passata di pomodoro, aggiungo il sale e faccio rapprendere il sugo.
Elimino gli spicchi d’aglio e aggiungo i fagioli, avendo cura di rimestare delicatamente.
Aggiungo gli odori sminuzzati e il sale, e, se occorre, un bicchierino di acqua.
Copro la padella e lascio cuocere a fuoco basso per altri dieci minuti, mescolando di tanto in tanto.
Aggiungo una spolverata di pepe nero macinato al momento, guarnisco con due foglie di salvia et voilà, les jeux sont faites!

Buon appetito!

 

Nota Bene:

Questa è una ricetta che varia l’ingrediente base a seconda della località: in alcune zone della Toscana troverai i borlotti, in altre i cannelli, in altre ancora, al confine col lazio, i fagioli del Purgatorio. Io ho provato quasi tutti i tipi, ma nel mio cuore continuo a preferire i borlotti, che trovo più corposi e dal sapore più deciso.
Come al solito, la regola regina dello spignatto è una sola: sperimentare!

Io preferisco usare i fagioli già lessati, di quelli che si comprano nei supermercati, preferendo le confezioni coi barattoli di vetro. Semmai avessi dei fagioli secchi avanzati in dispensa, occorrerà lasciarli a bagno per una notte intera, e lessarli al mattino. In questo caso, armati di santa pazienza, perché potrebbero volerci fino ad un paio d’ore. Straconsigliatissimo l’uso della pentola a pressione – santa subito!

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